Salerno, nel reparto detentivo dell’ospedale un detenuto, per banali motivi, aggredisce un agente di Polizia Penitenziaria con calci e pugni. E’ accaduto all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona Il poliziotto è stato ferito al volto riportando diversi ematomi. La sua guarigione è stata prevista in 15 giorni. Il segretario nazionale e il segretario regionale per la Campania dell’ Uspp (Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria) Giuseppe del Sorbò e Ciro Auricchio hanno dichiarato: “Basta aggressioni al personale di polizia penitenziaria che continuano a verificarsi negli istituti della Campania, nell’indifferenza dell’amministrazione. Serve subito un tavolo urgente interistituzionale per introdurre modifiche normative tese a un inasprimento delle pene e delle sanzioni disciplinari verso i detenuti che si rendono protagonisti delle aggressioni a danno degli agenti. Siamo pronti ad attuare forme di dissenso ed ogni utile iniziativa affinché i nostri appelli siano presi in considerazione dai vertici dell’amministrazione. Al collega aggredito giunga la vicinanza del sindacato per l’accaduto”. I due sindacalisti più volte hanno chiesto all’amministrazione penitenziaria “un incremento di personale sia al nucleo tradizioni sia all’interno del carcere salernitano”.
Troppo spesso avvengono aggressioni sia di detenuti nei confronti degli agenti di polizia che viceversa. Il 15 ottobre 2022 presso il carcere di Avellino, due detenuti di origine pugliese e campana che stanno scontando una condanna per spaccio di droga, hanno preso in ostaggio due agenti minacciandoli con coltelli ricavati da lamette da barba e si sono barricati all’interno del reparto di isolamento. Altri agenti in servizio sono riusciti ad entrare all’interno del reparto e a liberare i colleghi. Nessuno è rimasto ferito. Pochi minuti dopo, nello stesso reparto, si è accesa una rissa tra detenuti.
Secondo quanto si legge in un articolo de Il Riformista, le carceri sono al collasso. il 19 agosto del 2022 il Sindacato della Polizia Penitenziaria è stato protagonista di uno sciopero della fame avanti al carcere di Poggioreale a Napoli. Tutto ciò allo scopo di denunciare «le problematiche delle carceri italiane e, in particolar modo, di quelle campane in cui le aggressioni nei confronti dei poliziotti penitenziari e dei detenuti più deboli sono aumentate del 1.300%» e «il disagio carcerario che ha portato al massimo storico di suicidi dal 2000 ad oggi: 52 detenuti suicidati, di cui 4 nelle carceri campane nell’ultimo mese». E proprio l’estremo gesto del togliersi la vita è diventato l’emblema di un sistema penitenziario fallimentare. Sono stati 3, solo in Campania, i suicidi in una settimana. Ben quattro in tutta Italia. Nella regione mancano circa 500 agenti di cui quasi 200 servirebbero a Poggioreale.
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