Una donna nigeriana partorisce per strada a San Pietro a Patierno, viene soccorsa da un’ambulanza del 118 e il finale è a lieto fine. Una delle poche ambulanze medicalizzate del ‘118’, che operano a Napoli, è riuscita ad intervenire per tempo prima che ci potessero essere serie complicazioni per mamma e bambina. L’equipe del 118, guidata dal dottor Gianpiero Fusco, è intervenuta in via Croce nel quartiere di San Pietro a Patierno. A bordo c’erano anche l’infermiere Vincenzo Barbarino, e l’autista Domenico Avallone.
Il team del 118 è intervenuto, insieme agli uomini della Polizia di Stato, per quello che in gergo medico viene definito un “parto precipitoso”. La centrale operativa del ‘118’ è stata allertata da una telefonata che segnalava una donna in procinto di partorire. In quel momento l’unico mezzo libero con un medico a bordo, stanziava al Vomero a quasi venti chilometri di distanza. Inizia quindi una folle corsa contro il tempo mentre in via Croce, nel frattempo, arrivavano i primi soccorsi portati dall’equipaggio dell’ambulanza di servizio nella zona di Piazza Carlo III. Nel frattempo, i poliziotti, si occupavano di tenere a bada la folla di curiosi, sempre più numerosi, che formatasi per assistere alla scena.
La donna, una cittadina Nigeriana, aveva già partorito e il feto era adagiato sulle sue gambe. La neo-mamma appariva esausta, seduta sugli scalini del terraneo dove vive. Sono momenti di tensione anche perché la folla cominciava a rumoreggiare e solo la presenza degli agenti ha impedito che la situazione degenerasse come già accaduto tante volte in passato. Dopo l’assistenza del caso entrambe , con le accortezze necessarie, sono caricate sull’ambulanza e trasportate all’ospedale ‘Villa Betania’ dove sono state dichiarate in buona salute.
Il lieto fine della vicenda, smorza solo parzialmente quello che rappresenta una problematica ormai atavica della sanità campana. Il fatto che l’unico mezzo medicalizzato abbia dovuto percorrere venti km per soccorrere madre e figlia, la dice lunga su quello che ancora ci sta da fare per rendere efficiente il servizio del 118. Molto spesso, infatti, gli equipaggi vengono addirittura aggrediti per presunti ritardi o negligenze dei soccorsi che quasi sempre non dipendono dalla loro volontà ma dalla carenza dei mezzi e da tante altre problematiche contingenti.
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