Cacciata dai parenti perché senza vaccino, anziana non riesce a porgere l’estremo saluto al fratello morto nella notte. È successo a Napoli nel quartiere borghese del vomero.
La donna si era recata con il figlio dalla cognata per condividere con lei il dolore per la perdita del fratello deceduto improvvisamente nella notte ma, sull’uscio di casa, si è sentita dire: “sei senza vaccino, non puoi entrare”! Fino a qualche tempo fa una storia del genere sarebbe apparsa come il frutto di una fervida immaginazione, invece è accaduta sul serio. Dopo l’insegnante che augura all’alunno di “beccarsi qualcosa” perché non vaccinato, adesso sono i parenti stretti a vestirsi da “kapò”. A metterci al corrente di questo triste, e squallido episodio, sono proprio i protagonisti della vicenda. La sig.ra Anna Maria è ancora stravolta e affranta da quanto accaduto. Lei, una signora ultra ottantenne, si era fatta in quattro per potersi spostare dall’altro capo della città e mai avrebbe immaginato un trattamento simile da parte dei suoi “congiunti”più stretti.
Purtroppo al peggio non c’è mai fine e questo episodio ne è la conferma soprattutto se avviene a ridosso della “giornata della memoria”. Ma andiamo per gradi e cerchiamo di capire cosa sia successo. La signora Anna Maria ci racconta, affranta, di aver ricevuto la notizia della morte improvvisa del fratello nella notte. Nonostante il dolore ricevuto e i suoi acciacchi, uniti alla giornata uggiosa e umida, si è data subito da fare. “Non era facile organizzarsi, è stata una cosa inaspettata e straziante ma non potevo mancare perché ero molto legata a mio fratello. Sinceramente avevo anche un po’ timore visti i tanti contagi; inoltre, lì, avrei potuto trovare molte persone perché mio fratello era un professionista conosciuto. In ogni caso ho deciso di prenotare un taxi e recarmi lo stesso presso la sua abitazione.”
Il primogenito della signora aggiunge: “in questi mesi, noi figli, abbiamo vietato a nostra madre di spostarsi o incontrare persone non congiunte proprio per tutelare la sua fragile salute. Addirittura – prosegue – di recente c’è stato un altro grave lutto in famiglia ma abbiamo preferito che mamma non presenziasse. Qui era però impossibile mancare per il legame che univa lei con mio zio. Mai mi sarei aspettato, una volta giunti sul posto, di ricevere un trattamento così discriminatorio e umiliante. Vedere una donna di ottantacinque anni, e in quelle condizioni, trattata come una appestata contagiosa è stata una delle scene più vergognose a cui abbia assistito in vita mia. Se poi si aggiunge che a negare l’accesso in casa sia stata una parente “stretta”, il tutto diventa ancora più doloroso e sconcertante. Non mi è rimasto altro da fare che chiamare nuovamente un taxi e farci riaccompagnare a casa. Non nascondo che, nell’attesa, mi è venuta subito alla mente la brillante trama del film “parenti serpenti”. Ecco, mi è sembrato di essere involontariamente il protagonista del sequel di quella azzeccatissima pellicola”!
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