L’aula della Camera approva ufficialmente la Manovra 2023. Dunque, il provvedimento supera il primo importante scoglio e si prepara ad approdare fra i banchi del Senato entro il 30 dicembre, termine ultimo previsto per l’approvazione definitiva.
La neo Legge di Bilancio prevede tutta una serie di cambiamenti che modificano profondamente le misure precedenti. Si conferma, quindi, il taglio contributivo del 2% per i redditi fino a 35 mila euro, allargando la platea per il taglio del cuneo fiscale al 3% ed estendendo ai redditi fino a 25 mila euro. In merito al nodo pensioni, quelle minime arriveranno a 600 euro solo per gli over 75. Le donne potranno andare in pensione anticipata già a 60 anni soltanto se sono invalide al 74%, licenziate, caregiver oppure dipendenti di aziende in crisi. La Manovra proroga altresì le misure dei decreti Aiuti per contrastare il caro-bolletta fino al 31 marzo, confermando così il bonus sociale per le utenze (luce e gas) con Isee sino a 15 mila euro all’anno.
Per quanto riguarda i percettori del Reddito di Cittadinanza, invece, il rifiuto della prima offerta lavorativa, anche se non congrua, comporterà la perdita del sussidio. A partire dall’anno prossimo, il beneficio verrà erogato ai giovani fra i 18 e i 29 anni che hanno portato a termine la scuola dell’obbligo. Prorogato anche lo smartworking fino al 31 marzo ma solamente per i lavoratori fragili operanti nel settore pubblico e privato.
La Legge di Bilancio conferma l’estensione del superbonus al 110% sulle ristrutturazioni edilizie fino al 31 dicembre e il bonus psicologo che sale da 600 a 1.500 euro con un tetto Isee al di sotto dei 50 mila euro. Doppia agevolazione per i diciottenni che potranno usufruire del bonus “Cultura” e di un ulteriore bonus riservato a chi otterrà 100/100 all’esame di maturità.
Sanzioni per gli esercenti che rifiutano il Pos per gli acquisti di cifre inferiori a 60 euro. Nella Manovra, spazio anche per la lotta contro i cinghiali con l’approvazione di una norma che consente la caccia agli ungulati nei parchi urbani. In arrivo l’abbassamento delle tasse per i pensionati italiani che lavoravano nel Principato di Monaco: si passa dal 23% al 5% l’aliquota sull’assicurazione di vecchiaia e sul reddito.
Fonte: “Il Messaggero“
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