Cultura

Eccellenze Italiane-I dubbi sul concorso

Saranno due i prossimi concorsi per Dirigenti Scolastici istituiti dal ministero della pubblica istruzione.  Difatti oltre al canonico concorso ordinario per Presidi al momento, è stato indetto anche un altro concorso riservato ai ricorrenti dell’anno 2017. I due concorsi secondo indiscrezioni sindacali, saranno banditi e pubblicati nel prossimo mese di luglio. Le prove però inizieranno quasi sicuramente il prossimo autunno. I posti a disposizione per i due concorsi saranno 1140, dei quali il 60% per il concorso ordinario e il 40% saranno appannaggio del concorso riservato. Intanto il CSPI ha bocciato la bozza del decreto riguardante il concorso riservato. Infatti il CSPI ha criticato aspramente la costituzione di un concorso alternativo a quello considerato ordinario. Il  CSPI oltre a non comprendere il perché sono state eliminate alcune materie del famoso corso intensivo, che dovrebbe essere sostenuto da coloro che vinceranno il supposto concorso parallelo, non capisce nemmeno per quale motivo non sarà data una valutazione finale. Tutto ciò senza poter dare quindi una giusta definizione alla graduatoria complessiva. Adesso la palla passa al governo Meloni, che dovrà dare il suo  assenso o meno alla realizzazione del concorso alternativo. Da notare che l’ Esecutivo di  Centrodestra potrebbe potenzialmente dare il proprio beneplacito  al concorso alternativo, senza rispondere in alcun modo alle obiezioni fatte dal CSPI.  Onestamente però aver indetto un concorso alternativo a quello ordinario, lascia tutta una serie di dubbi ed interrogativi che fanno rimanere perplessi. Considerando soprattutto il fatto che tutti Dirigenti Scolastici che hanno vinto gli ultimi concorsi ordinari, sono stati costretti ad anni di duri sacrifici per poter assolvere i propri mandati. I Presidi in tutto questo periodo sono stati lontani da casa, essendo chiaramente fortemente penalizzati nel loro ruolo familiare. Costruendosi sicuramente una decorosa attività lavorativa, ma assolutamente pregna di stress e responsabilità, con l’obiettivo primario di poter tornare un giorno ad operare perlomeno presso la propria regione d’origine.  Avendo istituito un concorso alternativo, i famosi Presidi-pendolari avranno sempre meno possibilità di poter tornare a casa  continuando a fare una vita di grandi sacrifici. Adesso c’è bisogno da parte delle autorità competenti di arrivare a una decisione equa e giusta. Senza penalizzare coloro che in questi anni hanno svolto il loro percorso professionale, con estrema dignità
ma anche con enormi tribolazioni.

Ferdinando Guma

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