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Secondo Bankitalia, i tassi sui nuovi mutui continuano ad aumentare. A tal proposito, nel mese di novembre i tassi di interesse comprensivi sono incrementati del 3,55%, se confrontati con il 3,23% dello scorso ottobre. Dunque, si torna ai livelli record registrati otto anni fa. Infatti, a giugno 2014 i tassi erano al 3,5548%, invece per le erogazioni al consumo, il picco risale a settembre 2014, quando il tasso era del 9,034%.
Alla luce dei dati esaminati da Facile.it, le rate a tasso variabile sono aumentate del 36%, cioè da una media di 456 a 619 euro al mese. Una stangata, quindi, che pesa sulle famiglie ed imprese in quanto la corsa dei variabili non sembra arrestarsi. Intanto, la Banca Centrale Europea ha dichiarato che quest’anno gli indici cresceranno, provocando forti ripercussioni su coloro i quali hanno stipulato un mutuo. Analizzando le aspettative di mercato, ovvero i Futures sugli Euribor, gli esperti hanno asserito che entro giugno 2023 l’Euribor a 3 mesi salirà di quasi un punto e mezzo.
A dare una boccata d’ossigeno a coloro i quali sono rimasti penalizzati a causa degli aumenti, la Manovra di Bilancio 2023 prevede una rinegoziazione del mutuo con la propria banca nonché il passaggio dal variabile al fisso, senza costi aggiuntivi, con uno stanziamento di fondi sotto i 200 mila euro e un Isee inferiore ai 35 mila euro. Inoltre, è possibile il trasferimento del mutuo da una banca all’altra con tassi più vantaggiosi e senza oneri particolari. Peraltro, si può contrattare un mutuo a tasso variabile con cap, ossia un tetto massimo oltre il quale la rata non può salire nel corso del finanziamento.
L’anno precedente si è registrato un importante rialzo per quel che concerne i tassi fissi. Difatti, chi ha scelto quest’ultima opzione, ha constatato di avere a che fare con indici più alti rispetto al passato. Anche le imprese vivono la medesima situazione: i tassi sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono passati dal 2,94% al 2,54% di ottobre. Invece, i tassi sui prestiti destinati alle imprese fino a un milione di euro raggiungono il 3,37% a fronte di quelli sui nuovi prestiti di importo superiore che sono fermi al 2,67%.
Fonte: “TgCom24“
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